soa palelei

Vergogna: accettano la beneficenza del fighter Ufc ma non lo invitano perché “è uno sport violento”

Secondo quanto riportato dalla Cnn, al fighter australiano della Ufc Soa Palelei è stato vietato di visitare l’ospedale pediatrico per il quale aveva raccolto ingenti fondi a scopo benefico.

L’ospedale Princess Margaret di Perth ha fatto sapere a Palelei che non sarebbe stato il benvenuto a un recente evento di raccolta fondi perché il suo sport “è percepito come violento“.

Ai taccuini della Cnn lo stesso fighter si è dichiarato profondamente ferito dall’accaduto sopratutto in considerazione del fatto che ha un figlio affetto da epilessia e che per tutto quest’anno era stato molto attivo nel veicolare donazioni verso il Princess Margaret, mettendo assieme oltre 40mila dollari.

Sempre alla Cnn un portavoce dell’istituto ha dichiarato: “In seguito alla grande eco mediatica che circonda la Ufc e il ‘cage fighting‘, che al momento è bandito in Australia Occidentale, l’ospedale ha deciso che non sarebbe stato opportuno ospitare un lottatore. Il Princess Margaret ha il dovere di prendersi cura dei pazienti, delle loro famiglie e dello staff. Essendoci tantissime persone con vedute avverse a questo sport, per via della violenza che mette in mostra, il consiglio direttivo ha reputato che questa fosse la cosa giusta da farsi.'”

Falsità e incongruenze

Appare piuttosto curioso che tutto a un tratto gli Australiani, o una parte di essi, si scoprano così suscettibili nei confronti di uno sport di contatto considerando le passioni nazionali per il rugby e  soprattutto per il football australiano (vedi clip sotto). Senza dimenticarsi le tradizioni nella boxe e nella muay-thai.

Va inoltre precisato che non è affatto vero che le Mma siano bandite in Australia Occidentale. A essere bandito – per motivi che non ci si può esimere dal definire demenziali – è l’uso della gabbia.

In ogni caso quella che arriva dagli antipodi è una brutta storia che riporta indietro la memoria ai tempi bui in cui le Mma erano considerate combattimenti di galli-umani e lo sport non solo era bandito dalle televisioni ma lottava per non scomparire contro il bigotto accanimento di personaggi come il senatore John McCain di tutto il suo seguito di moralisti del tutto allo scuro di che cosa rappresentino certe discipline.

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