Patrick Cotè a 77 kg, foto tratta da Google

Ufc, scendere di categoria non sempre paga

Con la vittoria per Tko contro Josh Burkman a Ufc Fight Night Saskatoon, il canadese Patrick Coté è adesso 4-1 nei pesi welter (77 kg) e probabilmente non lontano dalla top 15 della categoria.

Difficile prevedere chissà cosa per lui, ma il risultato di per sé non è affatto male per un figther trentacinquenne con un passato di luci e ombre tra i pesi medi, e prima ancora nei massimi leggeri, e che nel 2010 era stato tagliato dalla Ufc ed era dovuto ripartire dagli show minori. E che, soprattutto, per la seconda volta in carriera aveva deciso di scendere in una categoria di peso inferiore per ritornare competitivo.

Come già il suo passaggio dai 93 agli 83, anche la scelta di scendere a 77kg sembra pagare.

D’altronde è ragionevole attendersi che un buon fighter guadagni un bel margine di vantaggio potendo all’improvviso affrontare avversari più piccoli. Giusto? Ehm…no, sbagliato.

O per lo meno, il discorso è più complesso e, anzi, le statistiche dimostrano che il successo di Coté è addirittura un’eccezione.

I numeri non mentono: nella Ufc il cambio di categoria non paga

Un articolo pubblicato nei giorni scorsi da Bloodyelbow.com dimostra che il cambio di categoria è probabilmente un modo per prolungare una carriera agli sgoccioli ma non per ritrovare competitività ad alto livello.

I  numeri dicono che su 107 atleti Ufc che hanno cambiato categoria (salendo o scendendo) solo 38 hanno concluso la nuova esperienza con un record vincente. 24 hanno fatto registrare un record pari e ben 45 hanno incontrato più sconfitte che vittorie.

Patrick Cotè a 93Kg, foto tratta da Google

Patrick Cotè a 93Kg, foto tratta da Google

Ma la statistica più significativa è quella che vede solo 20 dei 107 fighter avere nella nuova categoria un record migliore di quanto non avessero in quella precedente. In pratica chi era decente non è diventato ottimo e chi era già ottimo ha molto raramente raggiunto l’eccellenza. A proposito di eccellenza: solo dieci su 107 hanno ottenuto un match per il titolo nella nuova categoria e soltanto due (Sean Sherk e Daniel Cormier) hanno conquistato i titolo.

Le dimensioni contano, ma non sono tutto…

I motivi per cui i fighter non migliorano le proprie prestazioni scendendo di peso sono svariati: spesso guadagnano in potenza ma perdono in velocità e rapidità; in molti casi, poi, per scendere di peso sono costretti a diete drastiche e violente disidratazioni che riducono il cardio e rendono più suscettibili ai knockout. Spesso, infine, il tempo vince la propria battaglia contro chiunque, non importa quanta pesa.

I prossimi due atleti a esordire in una nuova categoria saranno nei prossimi mesi Diego Sanchez (che scende di categoria per la secondo volta in carriera) e Myles Jury, che passano da medi ai piuma. Il primo affronterà niente di meno che Ricardo Lamas  il 21 novembre prossimo, mente per il secondo il match non è ancora fissato. Una comparazione delle loro carriere d’ora poi, considerando che Sanchez è un veterano di mille (troppe?) battaglie mentre Jury è ancora relativamente giovane e integro potrà senz’altro portare a interessanti considerazioni sulla reale efficacia del cambio di categoria.

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