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Ufc, Mark Hunt stende Frank Mir

BRISBANE – Il Super Samoan colpisce ancora. Nel main event di Ufc Fight Night 85 Mark Hunt (12-10-1)  stende Frank Mir (18-11) al primo round con l’ennesimo ‘walk-off Ko’, ovvero spegnendo l’avversario con un pugno e poi andandosene con nonchalance senza nemmeno aspettare che l’arbitro fermi ufficialmente il match.

D’altronde, non esiste essere umano che possa resistere a un gran destro del neozelandese e quello che ha centrato Mir dopo 2 minuti esatti della prima ripresa era grande così.

Per il 41enne Mark Hunt si tratta della seconda vittoria di fila dopo l’esecuzione sommaria di Big Foot Silva lo scorso dicembre, mentre per Mir – che di anni ne ha ‘solo’ 36 – è la sesta sconfitta nelle ultime otto uscite e la presunta rinascita avviata con le vittoria sullo stesso Big Foot e su Todd Duffe sembra ormai lontana.

Nel co-main event della serata Neil Magny fa registrare un’altra prestazione eccezionale sopravvivendo, non si sa come, all’assalto iniziale del mostruoso Hector Lombard e poi dominando il match prima di fermare l’avversario per Tko a 46 secondi dalla fine della terza ripresa.

Lombard, al rientro dopo la sospensione di un anno per doping,  finisce il fiato già nel primo round dopo avere stordito Magny ed essere andato vicinissimo al Tko con un ground and pound che col senno di poi (ma anche quello del prima, conoscendolo) gli si ritorce contro esaurendo le scorte d’ossigeno.

La potenza quasi comica nei colpi rimane, ma a 38 anni e senza più le possibilità offerte dalla chimica allegra degli anni pre-Usada, la carriera di Lombard sembra in dirittura d’arrivo, mentre per Magny – classe 1987 – che alla tecnica in costante evoluzione affianca attributi sesquipedali gli orizzonti sono pressoché illimitati. Il newyorchese con il Tko su Lombard ottiene la decima W negli ultimi undici match e si candida tra i legittimi pretendenti alla cintura oggi nelle mani di Robbie Lawler.

E’ invece senza dubbio presto parlare di match iridati per Jake Matthews  (10-1) ma con la bella vittoria per Tko sul molto più esperto Johnny Case (22-5) il ventunenne australiano entra di diritto tra i nomi da tenere d’occhio. Il match comincia sui binari dell’equilibrio ma ‘The Celtic Kid’ prende lentamente il sopravvento anche in virtù di un notevole vantaggio di stazza prima di chiudere la pratica a pochi secondi dalla fine del match con una rear naked choke al termine di un dominio incontrastato nella terza ripresa.

La grande sorpresa della notte australiana viene dal match tra il quattro volte judoka olimpionico Mark Kelly (11-1), idolo di casa, e il talentuoso brasiliano Antonio Carlos Junior (5-2), vincitore di The Ultimate Fighter Brazil. Il favoritissimo  bahiano parte alla grande portando subito a terra il trentottenne Kelly e prendendogli la schiena in un batter d’occhio dominando in lungo e in largo il primo round senza però trovare lo spunto decisivo.

Kelly però non si lascia scoraggiare e si aggiudica la seconda ripresa fermando i take-down del brasiliani e anzi riuscendo a prendergli momentaneamente la schiena dopo uno sprawl da manuale.

Il destino di Antonio Carlos si compie a poco meno di due minuti dalla fine della terza e ultima ripresa quando durante l’ennesimo tentativo di take-down va incontro a una ginocchiata al viso che gli rompe probabilmente il naso e lo manda a terra alla mercé del ground and pound senza sosta di Kelly che obbliga l’arbitro a intervenire. A 38 anni suonati è difficile prevedere un futuro stellare per il pur tostissimo Kelly, ma di sicuro la prestazione di stanotte lo mette in lizza per un match di rilievo nei prossimi mesi.
Quanto ad Antonio Carlos Jr., il talento rimane indiscutibile, ma lo stop inatteso è destinato a rallentarne non poco l’ascesa nei Medi.

I primi due match della corposa main card, sono stati rispettivamente il più lungo e il più breve della serata.

Nel match di apertura la padrona di casa Bec Rawlings ha la meglio ai punti sulla koreana Seo Hee Ham (che paga anche un forte dazio di stazza) al termine di tre riprese senza sosta con begli scambi in piedi e pregevoli fasi a terra, mentre nell’incontro successivo al picchiatore canadese  Steve Bossé (11-2) bastano 54 secondi per proiettare il maori James Te Huna nel futuro con un destro caricato al plutonio.

Per Bossè che al debutto nella Ufc era stato a suo volta steso in soli 29 secondi da Thiago Santos è la prima vittoria nell’Octagon, mentre per Te Huna si tratta della quarta sconfitta di fila e il preludio all’inevitabile foglio di via firmato Dana White.

Ufc Fight Night 85, tutti i risultati

Main card

Mark Hunt batte Frank Mir per KO a 3:01 R1
Neil Magny batte Hector Lombard per TKO a o:46 R3
Jake Matthews batte Johnny Case per submission a 4:45 R3
Dan Kelly batte Antônio Carlos Júnior per TKO a 1:36 R3
Steve Bossé batte James Te-Huna per KO (punch) a 0:54 R1
Bec Rawlings batte Seo Hee Ham per unanimous decision (30-27, 30-27, 29-28)

Under card

Alan Jouban batte Brendan O’Reilly per TKO a 2:15 R1
Dan Hooker batte Mark Eddiva per submission a 1:24 R1
Leslie Smith batte Rin Nakai per unanimous decision (30-27, 29-28, 29-28)
Viscardi Andrade batte Richard Walsh per unanimous decision (29-28, 29-28, 29-28)

Ross Pearson batte Chad Laprise per split decision (28-30, 30-27, 29-28)
Alan Patrick batte Damien Brown per unanimous decision (30-27, 30-27, 30-26)

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