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Pronostici Brutali per Edgar-Mendes e gli altri match di stanotte

Dopo il sostanzioso antipasto di Ufc Fight Night 80 di ieri, questa notte arriva la prima portata principale di questa abbuffata lunga tre giorni. Inutile ricordare che il dessert verrà portato in tavola all’alba di domenica, orario italiano, quando nella gabbia entreranno – SÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌÌ!!! – José Aldo e Conor McGregor.

Ma ricomponiamoci per un momento e torniamo a stanotte, ovvero al gran finale della ventiduesima stagione di The Ultimate Fighter.

La prima notizia è che per problemi legati al visto d’ingresso negli Usa, l’inglese Saul Rogers non potrà disputare la finale del reality show che si era guadagnato nella gabbia in maniera molto convincente. A contendere il titolo allo scudiero di Conor McGregor Artem Lobov sarà quindi il mago del Bjj Ryan Hall che proprio da Rogers era stato sconfitto nei quarti di finale.

Le brutte notizie, ammesso che sia brutto vedere Ryan Hall in azione, sono finite. La card era e rimane stellare, soprattutto grazie al main event tra Frankie Edgar e Chad Mendes che potrebbe regalare 25 minuti epici.

Pronostici Brutali per Tuf 22 Finale

Jason Knight – Tatsuya Kawajiri, pesi Piuma

Jason Knight non è affatto male e si presenta al debutto nella Ufc con un record di 14-1 e ben 12 vittorie prima del limite. A soli 23 anni, con un ottimo Bjj e uno stand-up in continua evoluzione, il suo futuro dovrebbe essere piuttosto brillante ma, quanto al presente, Kawajiri è un boccone troppo impegnativo: il veteranissimo giapponese, a 37 anni suonati, non dà segni di cedimento e lo scorso giugno ha battuto in maniera convincente il solido Denis Siver.

Kawajiri chiuderà la distanza con i suo striking poco ortodosso e porterà il combattimento a terra dove di esperienza e forza fisica riuscirà a neutralizzare il Bjj di Knight sulla via di una decisione unanime.

Joe Lauzon – Evan Dunham, pesi Leggeri

In uno dei match più interessanti della tre giorni firmata Ufc, si incontrano due veterani specializzati in battaglie epiche. Da un lato la forza fisica e la potenza nei colpi di Dunham, dall’altro l’incredibile astuzia di Joe Lauzon e la sua capacità di rovesciare con cuore e tecnica i match quando tutto sembra perduto. Entrambi sono ottimi grappler, Dunham migliore nella lotta pura, Lauzon nelle finalizzazioni. In piedi in vantaggio è per il più potente e composto Dunham.

Lauzon non molla mai ma Dunham dopo essere stato dato in pasto a Dos Anjos, Cerrone e Barboza nel giro di 13 mesi vissuti molto pericolosamente viene da due vittorie consecutive e sembra il più fresco e completo dei due. Sarà violento, sarà caotico e ne uscirà Dunham ai punti.

Edson Barboza – Tony Ferguson, pesi Leggeri

Qui si entra per davvero in zona ‘sogni ad occhi aperti’. Barboza è uno specialista della muay-thai e vanta 10 Ko in carriera – la maggior parte dei quali sembrano usciti da Matrix – mentre Ferguson è semplicemente brutto, sporco e cattivo quanto basta per mettere assieme un record di 9-1 nell’Octagon ed essere considerato da molti un legittimo aspirante al titolo. Il fatto che nel ranking di categoria siano rispettivamente sesto e settimo la dice lunga sull’immenso talento che c’è in giro a quella quota di peso.

Il punto forte di Barboza  sono i calci e questo sfortunatamente per lui mal si attaglia all’avversario di stanotte. Ferguson col passare dei minuti riuscirà a prendere il tempo al brasiliano e portarlo a terra sfruttando proprio un calcio. Una volta al tappeto, l’americano sarà troppo potente e troppo pesante: pressione soffocante fino al Tko alla terza ripresa.

Artem Lobov – Ryan Hall, finale di The Ultimate Fighter 22, pesi Piuma

Ryan Hall è un mago del Bjj con un palmares lungo così e una predilezione per i leg lock, ma uno striking sospetto e un wrestling deboluccio. Al contrario Artem Lobov è uno specialista del pugilato e il suo gioco è semplice: prenderti a pugni in faccia finché non perdi i sensi o l’arbitro ti salva da danni permanenti. La sua fase di lotta – specialmente quella difensiva – è decente, il Bjj poca roba. Si tratta quindi di un classico scontro di stili e in quanto tale verrà determinato da dove si svolgerà.

Il wrestling di Hall non è sufficiente per portare a terra un torello come Lobov e in piedi l’americano non può nemmeno sognarsi di scambiare apertamente con un fighter soprannominato non a caso ‘The russian hammer’.  Col passare dei minuti Hall sarà costretto a dare la caccia a Lobov in cerca di un take down e nel farlo si esporrà inevitabilmente ai colpi d’incontro dell’avversario. Ne basta uno a segno ed è tutto finito. Lobov per Tko a terza ripresa.

Frankie Edgar – Chad Mendes, pesi Piuma

Il main event, e che main event. Come abbiamo già avuto modo di scrivere, se la Terra fosse un posto normale questo sarebbe il match dell’anno, invece sul nostro pianeta sono atterrati extraterrestri come Aldo e C-Mac e così Frankie vs Chad rischia di a passare alla storia come il più grande match di cui nessuno ha parlato. Gli ingredienti per uno scontro da leggenda ci sono tutti: mascelle di marmo, mani di pietra e cuori d’acciaio.

Edgar viene da quattro vittorie di fila contro avversari di primissimo livello e dopo aver detenuto la cintura dei Leggeri è un perenne contender anche nella sua naturale categoria dei Piuma; Mendes ha perso due degli ultimi tre match ma i suoi giustizieri sono stati, guarda caso, AldoMcGregor, mentre la vittoria è arrivata per Ko contro il fortissimo Riccardo Lamas.

A livello tecnico il match è facilmente prevedibile: da un lato il ritmo forsennato e il volume di colpi di Edgar dall’altro la potenza malsana di Mendes. Quest’ultimo è anche superiore nella lotta pura ma Edgar dovrebbe essere bravo e soprattutto veloce a sufficienza per eludere i take down. Il match sarà quindi una battaglia in piedi e Frankie Edgar di dimostrerà troppo lungo, troppo veloce, troppo vario e troppo resistente per il monodimensionale Mendes. Decisione unanime per Edgar.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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