aldo mcgregor

Pronostici Brutali per Aldo-McGregor e la card epica di stanotte

Volevamo buttarci malati, andare off-line, simulare un arresto, un rapimento. Il decesso. Tutto pur non di non dover fare previsioni per Ufc 194 di stanotte.

Ma alla fine ha prevalso lo spirito di servizio, la tensione etica che ci guida nella nostra missione… va bene stiamo farneticando.

La verita? Stiamo prendendo tempo perché davvero non sappiamo che pesci pigliare né per il main event Aldo-Mcregor né per il co-main event Weidman-Rockhold.

Proviamo.

Pronostici Brutali per Ufc 194 Aldo-McGregor

Max Holloway (14-3)- Jeremy Stephens (24-11), pesi Piuma

Sulla carta sono divisi soltanto da tre posizioni nel ranking di categoria – Stephens è ottavo, Holloway quinto – ma in realtà la differenza è ben più ampia. A 24 anni compiuti da pochi giorni, Holloway è un talento purissimo in continua evoluzione e a ogni match è molto meglio della volta prima. Il suo gioco è completo, fluido e conta su un atletismo di primo livello.

Stephens al contrario mette sul tavolo due principali caratteristiche: secchi di cemento al posto delle mani e una mascella a prova di bazooka. Delle undici sconfitte subite in carriera solo una è avvenuta per Ko e nel suo record c’è anche un vittoria, proprio per Ko, contro l’attuale campione dos Anjos.

Detto questo, Holloway viene da sette vittorie di fila ed è un treno lanciato. Destinazione: match iridato nel 2016. Non sarà l’ottimo ma troppo prevedibile Stephens a farlo deragliare. Decisione unanime per Holloway.

Demian Maia (21-6) – Gunnar Nelson (13-1-1), pesi Welter

Una cosa è sicura: è il match a più alto tasso tecnico di Bjj nella storia delle Mma. I due non solo hanno grandi palmarès nelle competizioni con e senza kimono ma hanno anche dieci vittorie per finalizzazione ciascuno nelle arti miste.

Prima che gli appassionati di Bjj comincino a sbavare, però, è bene avvertirli che il match potrebbe anche consumarsi in piedi perché Nelson, che è il miglior atleta dei due, potrebbe decidere che è lì la sua miglior chance di vittoria. Il suo striking in effetti appare in grande miglioramento, mentre quello di Maia, che pure è anni luce avanti rispetto a com’era a inizio carriera, si è stabilizzato da un po’ e non è lecito  attendersi sorprese da questo punto di vista.

Questa considerazione unita al fatto che Maia è tutto tranne che un’artista del take-down fa pensare che il match potrebbe toccare terra solo per pochi istanti ed è improbabile che uno dei due possa finalizzare l’altro. Per questo motivo, vincerà Nelson per decisione unanime in un match piuttosto noioso.

Ronaldo Jacaré Souza (22-3)- Yoel Romero (10-1), pesi Medi

Parlando di palmarès, eccoci al derby latinoamericano dei Medi. Da una parte Jacaré con i suoi cinque (!) Mondiali nel Bjj dell’altro l’argento olimpico e l’oro mondiale nella lotta libera di Romero.

Siamo di fronte a due animali: forti come orsi ed esplosivi come pantere, sull’incredibile base di lotta hanno costruito negli anni anche un’ottimo striking basato sugli attributi atletici ma anche su una tecnica tutt’altro che disprezzabile, specialmente Jacaré.

Romero paradossalmente è oggi soprattutto uno striker dato che il suo stile sua lotta non si trasla perfettamente alle Mma, come dimostrano i numero take-down concessi agli avversari. Il punto forte del mancino cubano è la potenza dei colpi e l’esplosività sulle gambe che gli permette di saltellare dentro-fuori la distanza per poi colpire con la rapidità di un cobra e la potenza di un mulo: nove delle sue dieci vittorie in carriera sono arrivate proprio per Ko o Tko.

Jacaré invece pur avendo costruito un ottimo stand-up continua ad essere prima di tutto un alligatore terrestre: cinque delle otto vittorie consecutive che ha colto dal 2012 a oggi sono arrivate per finalizzazione.

Specialmente in questo match Souza farò di tutto per andare a terra ed evitare le cannonate di Romero. Il cubano potrà difendersi per un po’ ma alla lunga il take-down arriverà. Una volta a terra, quando le energie di Romero saranno prossime alla riserva, l’alligatore piazzerà il suo morso. Jacaré per Finalizzazione alla terza ripresa.

Luke Rockhold (14-2) – Chris Weidman (13-0), Mondiale pesi Medi

Da dove iniziare? Prendiamola alla larga e cominciamo a dire che si tratta con tutta probabilità il più grande match della storia dei pesi Medi Ufc: mai si erano scontrati due atleti così forti e così completi, all‘apice della carriera e con il titolo in palio.

Nell’Octagon si affronteranno un wrestler che conosce solo la marcia ‘avanti tutta’ e un raro caso di kickboxer d’elite con un Bjj ancor più d’elite.

Se Rockhold appare senza dubbio il più completo, Weidman è una macchina perfetta nella propria strategia, ovvero chiudere la distanza avanzando come un bulldozer, imporre il clinch e portare il match a terra per scatenare il ground and pound.

Il mancino Rockhold al contrario preferisce agire di rimessa lasciando avanzare l’avversario per fulminarlo con i suo poderosi calci gamba dietro al fegato e soprattutto con l’efficace gancio d’incontro. Una volta stordito l’avversario, può finirlo con un barrage di colpi oppure con una finalizzazione da cineteca, sulla base di un Bjj che gli è valso un titolo mondiale tra le cinture blu e uno tra le viola e ben nove finalizzazioni in carriera Mma (oltre a tre Tko).

Sulla base di queste considerazioni, il match up favorisce lo sfidante, che potrà fare il proprio gioco sfruttando l’aggressività di Weidman per colpirlo con ripetuti colpi chirurgici.

Il wrestling difensivo e la velocità di piedi di Rockhold lo terranno al riparo dai take down e anche se il match dovesse finire a terra sarà in grado neutralizzare il ground and pound attaccando costantemente anche schiena a terra. Rockhold per decisione unanime.

José Aldo (26-1) – Conor McGregor (18-2), per l’unificazione del titolo dei Piuma

Nulla di quello che diciamo potrà essere usato contro di noi perché nessuno ha davvero idea di che cosa possa succedere tra questi due marziani della gabbia.

Immaginarsi uno dei due vincere è possibilissimo; quello che riesce quasi impossibile è immaginarsi l’altro perdere.

Aldo è giustamente considerato il miglior peso Piuma della storia e non conosce sconfitta da 10 anni e 18 match, mentre McGregor viene da cinque anni di imbattibilità e 14 vittorie di fila.

Non bastasse, sono entrambi nel pieno degli anni e delle proprie capacità atletiche. A complicare ulteriormente il quadro, la maggior parte degli esperti e dei fighter dà per favorito il brasiliano, mentre i bookmaker puntano sull’irlandese, seppure di misura.

McGregor dalla sua ha la fiducia a mille, venendo dal Ko su Mendes e da cinque Ko in sei match totali nella Ufc; Aldo invece non combatte da 15 mesi per colpa di diversi infortuni e avrà inevitabilmente un po’ di ruggine addosso.

McGregor sarà il più grosso dei due: più alto, più pesante e con un migliore allungo, godrà anche nel vantaggio nella potenza, specialmente con quel diretto sinistro che buca i muri.

Aldo ha un ottimo pugilato dentro-fuori ma ha nei suoi famigerati low kick l’arma migliore e più temuta. Purtroppo per lui McGregor è mancino e questo dettaglio renderà complicato per Aldo colpire la pesante gamba avanti del’irlandese e farlo rischia di esporlo al tremendo diretto sinistro dell’avversario oltreché ai pericolosissimi block di ginocchio che McGregor usa benone.

Il footwork di Aldo non è il massimo e questo potrebbe esporlo ai devastanti front kick al corpo con cui McGregor ha stroncato molti avversari e più recentemente Mendes.

Ci sarebbero senz’altro altrettanti punti a favore di Aldo, ma una scelta va fatta: decisione  a Maggioranza per McGregor e rematch a Ufc 200.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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