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Hendricks – Thompson e gli altri risultati della notte Ufc

LAS VEGAS – Stephen Thompson (12-1) fa sul serio.  A Ufc Fight Night 82 Wonderboy’ fa a pezzi il favorito Johny Hendricks (17-4) in meno di quattro minuti e si guadagna di diritto un posto tra i legittimi pretendenti alla cintura dei Welter attualmente nella mani di Robbie Lawler.

Il nativo della South Carolina ha adesso vinto sei match di fila e quello di Hendricks è di gran lunga lo scalpo più prestigioso della sua carriera.

Il main event di Ufc Fight Night 82 non ha storia. Come da copione Hendricks cerca da subito di accorciare la distanza per chiudere il clinch e portare il match a terra o in alternativa andare a segno con il suo proverbiale cannone sinistro.

Hendricks parte bene per la verità, mandando a segno i primissimi colpi del match e trovando l’ambito clinch contro la gabbia. Thompson però difende bene il take-down e dà inizio al suo show: dalla sua insolita stance che ricorda quella del Tae kwon do, manda a segno ripetuti calci laterali e high-kick con la gamba avanti che non solo spezzano il ritmo dell’avversario ma lo feriscono pure.

Frustrato, Hendricks carica a testa basta ma Thompson è troppo leggero sui piedi, troppo mobile e imprevedibile nei movimenti: pur costretto ad arretrare davanti alla pressione costante di ‘Big Rigg’ è proprio il karateka ad andare a segno più volte, specialmente coi sui fulminei calci, anche girati.

Prese le distanze, Thompson dimostra anche un buon pugilato sia con fulminee folate offensive sia in contropiede, ed è proprio con un colpo di rimessa che dà il via alla demolizione di Hendricks: gran destro alla mascella seguìto da un high-kick parzialmente parato e da un barrage di pugni che inchiodano uno stordito Hendricks alla gabbia aprono il campo alla combinazione finale: calcio girato al volto e scarica di pugni che obbligano l’avversario in ginocchio e l’arbitro a intervenire quando mancano 1:31 alla fine del primo round.

Un Ko da highlight che proietta Thompson nell‘elite della categoria e sprofonda l’ex campione Hendricks nel limbo di quelli che pur molto forti non hanno reali prospettive iridate, almeno nel futuro prossimo-medio.

Ufc Fight Night 82, il resto della card

Il resto della card è francamente piuttosto deludente: il co-main event vede il vecchio Roy Nelson imporsi per decisione unanime su un Jared Rosholt troppo remissivo. Probabilmente preoccupato dalla potenza quasi leggendario nei pugni di Nelson, l’ex all-american di Oklahoma State rinuncia quasi del tutto a portare il match a terra avendo inevitabilmente la peggio nei confusi scambi in piedi e di conseguenza nei cartellini dei giudici.

Ancor meno eccitante il match nei Massimi leggeri, tra Ovince St-Preux e l’ec campione Strikeforce Rafael ‘Feijao’ Cavalcante. Il brasiliano semplicemente non entra mai nel match dando l’idea di non provarci nemmeno, nonostante St-Preux si infortuni al piede destro quasi subito e zoppichi vistosamente per tutto il primo round e non recuperi mai del tutto la mobilità.

Del tutto inspiegabile la prestazione di ‘Feijao’- che potrebbe costargli il posto nel roster Ufc -, appena decente quella di St-Preux pur con la scusante del problema al piede.

Sempre nei Massimi leggeri Misha Cirkunova si sbarazza agevolmente di un Alex Nicholson sovrastato su tutti i piani, da quello fisico a quello tecnico, tanto in piedi quanto a terra. L’esito del match non è mai in dubbio e il lettone di passaporto canadese lo termina nella seconda ripresa rompendo la mascella dell’avversario con un dolorosissimo face crank dalla schiena che obbliga Nicholson al tap out istantaneo.

Nel secondo match del programma principale, il numero 1 del ranking dei Mosca Joseph Benavidez batte per decisione unanime il pericoloso Zack Makovsky grazie alla sua proverbiale velocità. Non che Makovsky non ci abbia provato in tutti i modi a imporre il poprio gioco con i suoi altrettanto proverbiali take-down, ma Benavidez pur portato a terra più volte è sempre riuscito a scattare in piedi senza mai aprirsi al ground and pound.

Col passare del tempo Makovsky cala e le combinazioni di Benavidez di fanno più precise e pungenti. Dopo uno scatto d’orgoglio di Makovsky nella seconda ripresa, il terzo round non ha storia e consegna ai giudici un facile verdetto unanime.

Oltre all’esplosivo match di cartello, l’altro incontro spettacolare della serata è stato il primo della main card, quello che vedeva opposti, tra i Welter, Sean Spencer e il veteranissimo Mike Pyle.

A 40 anni suonati l’ex campione Wec (roba di 11 anni fa…) parte piano e concede la prima ripresa all’avversario dando l’idea di essere lento, contratto e forse ormai definitivamente speso. La seconda ripresa invece ha tutta un’altra musica e vede Pyle prendere il sopravvento con belle combinazioni di muay thai e concludere con un preciso take-down in chiusura.

La terza ripresa non ha storia: Pyle impone la sua muay-thai e colpisce duro più volte. La conclusione arriva a 30 secondi da gong finale quando Yves Lavigne deve salvare da danni peggiori uno Spencer chiuso contro la gabbia e ormai in balia dei gomiti e delle ginocchia Pyle.

Main card, Ufc Fight Night 82

Stephen Thompson batte Johny Hendricks Tko alla prima ripresa (3:31)
Roy Nelson batte Jared Rosholt per decisione unanime
Ovince St. Preux batte Rafael Cavalcante per decisione unanime
Joseph Benavidez batte Zach Makovsky per decisione unanime
Misha Cirkunov batte Alex Nicholson per finalizzazione alla seconda ripresa (1:28)
Mike Pyle batte Sean Spencer per Tko alla terza ripresa (4:25)

 

One Comments

  1. Reply Post By Dies Irae

    Fino al gran KO di Thompson stata forse la card peggiore che abbia mai visto: Rosholt e Cavalcante non avevano voglia di combattere e Nicholson è il primo fighter che mi ricordi a battere per un face crank: capisco che faccia un male cane ma si suppone che nella main card di un evento Ufc la gente sappia sopportare il dolore.

    Di Wonderboy che ne dite, può davvero puntare al titolo? Io personalmente lo sottovalutavo e mi sono ricreduto.

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