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Bellator 159, Kimbo e Shamrock pizzicati per doping

Avete in mente Frankstenstein Jr? «Potrebbe andare peggio», «E come? », «Potrebbe piovere!»… e giù il diluvio.

E’ andata più o meno così con l’ormai famigerato Bellator 159, la madre di tutti i freak show Mma, una roba che al confronto i vecchi match del Pride con wrestler mascherati e giganti dell’Amazzonia al confronto erano Alì – Foreman e che non a caso aveva fatto registrare numeri da record sulla Tv generalista.

 

Cosa avrebbe potuto peggiorare la tremenda notte dello scorso 19 febbraio? Facile: ben due fighter (o presunti tali) pizzicati per doping. E non due qualunque, bensì due dei quattro protagonisti degli incontri di cartello.

Ken Shamrock e Kimbo Slice, la notizia è di ieri, sono risultati positivi a dei test pre-fight e risultano al momento sospesi in via precauzionale dal Texas Department of Licensing and Regulation.

A Houston, il cinquantaduenne Shamrock – che dopo essere stato un precursore nonché un dominatore della Mma negli anni 90 ha un record di 4-11 dal 2000 a oggi ed è adir poco caduto in disgrazia – era stato sconfitto dal quarantanovenne Royce Gracie, altro pioniere che aveva avuto la saggezza di ritirarsi prima di essere superato dallo sport che aveva largamente contribuito a diffondere con i suoi trionfi nei primi eventi Ufc.

Il fenomeno degli incontri clandestini nel web Kimbo Slice, 42 inni,  invece aveva avuto la meglio sulla suo ex guardia del corpo (sic) Dada 5000 (doppio sic) quando questi si era accasciato al suolo vittima dei prodromi dell’infarto infarto (triplo sic) che di lì a poco gli sarebbe  quasi costato la vita e che lo avrebbe costretto a un lungo soggiorno in ospedale.

Per Shamrock, che in passato aveva apertamente ammesso l’utilizzo di steroidi nella prima parte della carriera è il secondo test fallito dopo quello che gli era costato una sospensione nel 2009 a seguito del match vinto su Ross Clifton.

Secondo quanto riportato da Mmafighting che per primo a dato la notizia, la vittoria di Kimbo è già stata riconvertita in un no contest, mentre per adesso non risultato dichiarazioni rilasciate dai diretti interessati. E forse è meglio così.

 

 

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