jiu-jitsu

Vinicius Magalhaes: “Il Bjj sportivo è per cani col prurito al culo”

Alla lunga lista di old schooler di primo piano che criticano l’evoluzione odierna del Bjj sportivo si è aggiunto giusto ieri Vinny Magalhaes, vincitore di Adcc 2011 nonché campione del Mondo tra le marroni nel 2005.

Veterano di 20 match di Mma e di cinque incontri nella Ufc (1-4 il record), il trentunenne carioca si è lasciato andare a uno sfogo sulla propria pagina Facebook.

Ecco la traduzione del suo post:

“Non ce la si può prendere coi giocatori, ma con il gioco… Il Bjj sportivo è proprio diventato un giochino strambo con regole da fighette…

La Ibjjf vieta un ampia gamma di leg lock anche tra le cinture nere, ma vieta anche di avvolgere la gamba dell’avversario con la propria (chissà per quale ragione), poi vieta pure di sollevare e battere l’avversario a terra per uscire da una presa; ma in compenso autorizzano la gente a trascinare il culo sulla materassina come cani che hanno appena finito di cacare.

Nel Bjj sportivo di alto livello al giorno d’oggi ci sono solo una manciata di persone che saprebbero difendersi in strada se le cose si facessero serie. Il Bjj sportivo ha cancellato l’idea che il Bjj sia uno di stile di combattimento ed è diventato un gioco a tutti gli effetti.

Non posso dare la colpa ai giocatori come ho già detto, stanno solo giocando secondo le regole che vengono loro imposte. La Ibjjf la compagnia maggiore che organizza il le gare nel mondo e anche se hanno queste regole da fighette non c’è nessuna altra promotion che sia anche solo avvicinata al loro livello – almeno non per fama – ed è questa la ragione per cui la maggior parte dei praticanti pensa che la Ibjjf sia lo standard da seguire ed ecco perché lo sport è diventato un gioco neanche tanto divertente da guardare invece di essere un’arte di difesa personale.

Ho amato i tempi delle competizioni con il kimono – quando mi allenavo solo con il kimono -, ho affrontato tanta gente che oggi è considerata leggendaria e possono felicemente dire che ho vinto contro la maggior parte delle volte, e questi sono atleti che ancora oggi mi piace guardare lottare.

Il ‘nuovo’ Bjj proprio non mi interessa. Oggi non ce la faccio a guardare un evento di jiu-jitsu come facevo prima; penso sia bello che i ragazzi possano arrivare a fare quello che vogliono, vincere medaglie e mantenersi con quello che amano. Ma se fossimo nel 1997 e se questo fosse il Bjj che è stato mostrato quando avevo iniziato, probabilmente oggi starei facendo altro.

Nel 1997, quando guardavo Mario Sperry, Royler Gracie, Saulo Ribeiro, Amauri Bitetti, Roleta con il loro stile divertente e aggressivo, dubito fortemente che avrei scelto il Bjj se li avessi visti fare 50/50 per dieci minuti oppure trascinare le chiappe sulla materassina come cani col prurito al culo”

Al di là come ciascuno possa pensare a proposito delle regole Ibjjf e della spettacolarità o meno delle gare odierne, va precisato che le norme Ibjjf in fatto di heel hook e di leg reap non sono mai cambiate e che le due tecniche sono vietate sin dalla nascita della federazione.

Inoltre va sottolineato che anche il più tradizionale Bjj, ovvero quello predicato dai due padri fondatori  Helio e Carlos Gracie, poneva pochissima enfasi sulla prese alla gambe, curiosamente proprio perché sono difficilmente applicabili in un contesto ‘da strada’.

Diverse cronache dell’epoca narrano per esempio come gli allievi di Helio chiamassero con disprezzo sapateiros – ovvero calzolai – gli avversari che li attaccavano alle gambe.

Insomma sembra legittimo affermare che l’evoluzione del Bjj competitivo verso tecniche come il berimbolo e posizioni come la 50/50 sia nettamente più recente rispetto alle regole restrittive in fatto di leg lock e derivi piuttosto da una costante ricerca di ciò che funziona a danno di ciò che non funziona (o non funziona più).

Ecco perché ai lamenti di Magalahes e degli altri che prima di lui avevano toccato i medesimi tasti, molti rispondono:”Non vuoi che ti facciano il berimbolo? Trova la maniera di fermarlo“.

Paulo Miyao e il problema del prurito al sedere…

 

One Comments

  1. Reply Post By Matteo BOILER

    Ciao, prima di tutto complimenti per il sito. Molto interessante.
    Le critiche di VM mi sembrano abbastanza inutili. Oggi, che piaccia o meno, il BJJ sportivo è quello maggiormente praticato nel mondo e sicuramente la IBJJF ha dei meriti notevoli nell’essere riuscita a catalizzare tanti praticanti sotto il suo cartello. Purtroppo (o per fortuna) quando una disciplina marziale diventa uno sport, i suoi praticanti si riferiscono alle gare, agli eventi e agli atleti più famosi e vincenti. L’esempio è il Judo. Probabilmente quello che è diventato il Judo olimpico (che è ormai riconosciuto globalmente da chiunque come ‘IL Judo’) non sarebbe potuto accadere senza la diffusione mondiale sotto l’egida dell’IJF, ma probabilmente è distante da come era stata pensato da Kano. A maggior ragione una disciplina come il BJJ che a differenza del Judo non è stata ‘codificata’ ma ha sempre avuto maglie aperte alla sperimentazione e all’evoluzione.
    Inoltre, ormai parlare di difesa personale (e lo dico da praticante di jiu jitsu da ormai quasi sei anni) nell’epoca dei droni (ok forse sono un pò esagerato ma ci credo molto poco) e nel nostro contesto sociale (il mondo non è tutto come Rio de janeiro, dove ci sono esigenze di sicurezza diverse da una qualsiasi metropoli europea, almeno per il momento…) mi sembra quanto meno anacronistico.

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