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Dal lercio allo spaccaossa: i più temuti compagni di Bjj

Gestire un corso di Bjj è una sfida mica da ridere per un istruttore, il quale si trova ad avere a che fare con tanti tipi diversi di atleti e di persone, ciascuno con il proprio carattere e alle volte con un approccio problematico.

Ecco sei tipi di studenti che possono mettere a dura prova la pazienza del maestro e dei suoi compagni.

1) Lo Spaccaossa

Questo tizio è così competitivo che vive per la finalizzazione e quando lotta, se chiude una leva o uno strangolamento, strappa e tira come se non ci fosse un domani.
La finalizzazione è per lui l’unica misura delle proprie abilità.
Spesso dalle sue parti della palestra si leveranno le urla di dolore dei compagni di sparring che non hanno avuto tempo di battere e si trovano adesso con un gomito malconcio se non proprio lussato.
Quando inizieranno ad arrivare gli heel-hook, il disastro sarà sempre dietro l’angolo.
Ah, di solito questo tizio si rifiuta di battere finché non è troppo tardi quindi anche lui stesso sarà di frequente infortunato.

"Perché non hai battuto prima?!"

“Perché non hai battuto prima?!”

2) Il ‘So tutto io’

Alcuni studenti semplicemente non accettano consigli e vogliono solo continuare a fare quello che hanno sempre fatto.
Ci sono per esempio quelli che da anni e anni provano gli strangolamenti da dentro la guardia e, quando urli loro di provare il passaggio visto la sera prima, ti rispondono che “tanto non funziona” e si rimettono ad armeggiare a vanvera col collo dell’avversario finché non vengono ribaltati e… bé, strangolati.

"Sta roba non funZZZZZZZZZ"

“Lasciami fare, so io come usc…”

3) Il collezionista di mosse

E’ il classico tizio che, mentre il maestro spiega una tecnica dalla cento chili, distrae un compagno con un ribaltamento dalla guardia ragna che ha visto la mattina su youtube e non ha potuto provare sull’ormai sgamata sorellina.
Spesso questi elementi sono veri collezionisti di tecniche: possono farne vedere tremila ma non sono in grado di eseguirne manco mezza in combattimento.
Con questo comportamento non solo rallentano i propri progressi, ma ostacolano anche quelli dei compagni. Per giunta drillare durante la lezione delle tecniche diverse da quelle proposte dall’insegnate è una mancanza di rispetto.

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La temibile cintura nera di youtube

4) Il puzzone

Kimono puzzolente, ascelle chimiche, unghie nere e troppo lunghe e una rash guard ormai ridotta a una coltivazione di Ebola. E’ il corredo del temutissimo puzzone, uno con cui avrebbe paura a lottare anche Rickson Gracie perché può far svenire chiunque con le sole esalazioni corporee.
Come se non bastasse, il problema maggiore è che l’unica cosa più imbarazzante di lottarci è parlargliene.

Oggi Giovanni puzzava come un cane!

“Oggi Giovanni puzzava di cane bagnato…”

5) Quello che nun ‘gna fa

Quando il buon dio distribuiva atletismo e coordinazione, lui era malato. Avete presente? Si muove con l’eleganza di uno scimpanzé con gli scarponi da sci e quando drilla sembra “un vecchio che cerca di scopare” (Cit.). Non tutti siamo nati per diventare atleti e lui ne è la perfetta dimostrazione: dopo anni di allenamento chiuderà ancora i triangoli sul lato sbagliato e inciamperà da solo provando la toreada. Ci mette tutto l’impegno di questo mondo, ma proprio nun ‘gna fa. Quando si formano le coppie all’inizio dei drill, lui è un po’ come il mendicante all’uscita del supermercato: lo eviti tutte le volte anche se non puoi fare a meno di sentirti un po’ in colpa…

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“Forza, ancora un piegamento e siamo a tre!”

6) Il gossipparo del tap-out

E’ la portinaia della materassina: registra su un taccuino ogni finalizzazione e tiene il punteggio di ogni scontro diretto possibile in palestra. Poi conosce perfettamente anni, mesi, giorni e ore di ciascuna promozione e non manca di farlo notare a chi è in ritardo sulla tabella di marcia.
Oltre a violare la regola che quello che succede nel fight club rimane nel fight club, rischia di far nascere rivalità e frustrazioni tra i compagni.

"Eh eh, te lo dicevo che non avrebbe preso la blu prima di Natale"

“Psst, hai visto, non ha ancora preso la blu…”

Questa è la libera traduzione di un pezzo apparso di recente sul sito Jiujitsutimes.com L’originale è qui

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